Il matrimonio vince a Saremo. E nella vita?

28 febbraio 2011

Il sessantunesimo festival della canzone italiana, Sanremo, si è concluso con la vittoria incontrastata di Roberto Vecchioni.

Il brano presentato dal cantautore “Chiamami ancora amore”, ha conquistato il pubblico aggiudicandosi anche il Premio della Critica dedicato a Mia Martini. Il testo della canzone, come sempre ricco di significati e contenuto – ma nello stesso tempo popolare e fruibile da tutti – è risultato particolarmente adatto al palco dell’Ariston abbracciando le menti e i cuori di un grandissimo numero di persone. Vecchioni non ha deluso i suoi fans neanche questa volta.

Professore di latino, greco, italiano e storia nei licei classici, ha sempre vissuto a contatto con i giovani attraverso il suo lavoro di insegnante e le numerose conferenze nelle scuole e università italiane e francesi. Le sue canzoni “arrivano” quindi anche ai più giovani continuando a coinvolgere e a convincere il pubblico più maturo che seguita ad apprezzarlo instancabilmente. Dovunque porta con sé la poesia della sua musica, raccontandoci, a scuola come in palcoscenico, il senso e le emozioni della vita.

Sul palco di Sanremo ha rivolto pensiero e parole a tutte le donne sottolineando l’importanza della loro presenza all’interno della società e nella vita di un uomo.
Rivolgendosi alla moglie, ha parlato così: “qui, mentre cantavo, in quei quattro minuti non sono mai stato solo perché avevo un filo che mi legava continuamente a te. E non mi importava niente se gli altri non capivano quello che dicevo. Mi bastava che mi capissi tu, come hai fatto per trent’anni. Grazie amore mio.”

Un amore di una vita, un matrimonio d’amore. Un matrimonio a cui tutti aspirano.
Un rapporto d’amore che ha vissuto i colori e i temporali di tanti anni di avventure insieme e che ancora funziona al meglio. Merita senz’altro di essere ricordato e menzionato.

Oggi la decisione di “convolare a nozze” è il risultato di una lunga e attenta riflessione da parte delle coppie. Alcune, dopo aver maturato anni di convivenza, decidono di formalizzare la loro unione civilmente, altri desiderano vivere la loro religiosità in pieno e scelgono di sposarsi in chiesa. I giovani innamorati sono i più teneri. Il loro entusiasmo è irrefrenabile e contagioso e si immergono nei preparativi delle nozze con la voglia di chi ha di fronte tutta una vita da scoprire. Ma anche loro non si avvicinano al matrimonio con leggerezza ma solo dopo aver vagliato tutta quella serie di elementi indispensabili per far funzionare un’unione.

Amore, stima e rispetto reciproco sono gli ingredienti fondamentali, ma anche una situazione economica resa stabile da un posto di lavoro e da una casa, che consenta ai futuri sposi di vivere in serenità e con un certo equilibrio. Quindi se la decisione arriva, non giunge per caso e nessuno in Italia, salvo episodi isolati, è più costretto a sposarsi forzatamente come invece avveniva nel passato.

Un po’ di storia

Nell’antica Grecia il matrimonio era obbligatoriamente preceduto da un contratto tra il padre della sposa e il futuro marito nel quale veniva scritto che le nozze avrebbero avuto luogo. A Roma il matrimonio faceva parte dei doveri di un cittadino romano. I futuri sposi avevano la possibilità di conoscersi solo nel momento in cui si fidanzavano e la loro unione era stabilita in precedenza dai loro padri. L’etimologia stessa del termine matrimonio che unisce le due parole latine “mater” (madre) e “munus” (dovere) ci fa capire il modo in cui veniva considerato in passato. Un dovere, a volte.
Pescando nella mitologia greca, possiamo trovare molti esempi di “matrimonio forzato”, tra i quali il mito di Persefone secondo il quale la giovane fanciulla fu rapita da Ade, re degli Inferi, che la costrinse a sposarlo contro la sua volontà. Il famoso “ratto delle Sabine”, ideato e compiuto da Romolo dopo la fondazione della città ce ne dà ulteriormente idea.

Oggi, come abbiamo detto, ci si sposa non solo perché ci si sceglie ma perché ci si crede davvero e tutto ciò che ruota attorno al matrimonio e ai suoi preparativi è fonte di grande gioia ed eccitazione.
Cercare la chiesa adatta se si decide per l’altare, pensare ai fiori per l’addobbo, trovare il ristorante perfetto dove poter accogliere parenti e amici, scegliere la musica che accompagnerà gli sposi nel giorno più bello e appassionante della loro vita.

Sono magnifici momenti che sicuramente regalano ai futuri sposi ricordi incancellabili.
Ma la felicità più grande per una donna durante l’organizzazione delle sue nozze è scegliere l’abito da sposa. Quale ragazza non ha mai immaginato di sentirsi una principessa almeno una volta nella vita indossando l’abito dei suoi sogni?

La scelta del vestito giusto merita una grande cura e attenzione. “Protagonisti”, casa di moda romana per abiti da sposa, ha i requisiti per accontentare qualsiasi donna che abbia voglia di vivere le emozioni di un matrimonio coinvolgente e ricco di fascino.
Gusto del design e bellezza dei tessuti, costituiscono un eccellente binomio per raggiungere l’effetto desiderato mentre l’attenzione per i particolari crea la differenza tra un vestito qualunque e un abito di classe. “Protagonisti”, una vita nell’amore, con i suoi eleganti abiti da sposa regala la poesia di un giorno magico e indimenticabile.

 
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