Mille modi strani per dirsi “si”.
A testa in giù, penzoloni dopo aver molleggiato un pezzo nel vuoto con la caviglia attaccata alla molla del bungee jumping o volando, mano nella mano, appesi ad un paracadute in direzione di un parroco in attesa a terra.
Come se non bastasse da sé la struggente emozione di dover pronunciar un sì con valore sine die. Adrenalina a mille nell’imminenza dell’affermazione più breve che si porta dietro gli effetti più lunghi. Non tutte le coppie si “accontentano” della cerimonia tradizionale davanti ad altare e prete che consacrano l’unione. La fantasia – come nella vita di ogni giorno – corre negli infiniti rivoli della mente per architettare un matrimonio glamour, piuttosto che avventuroso o stravagante.
Ed allora caccia alle location più impensate. Interminabile l’excursus: dalle innevate cime di una montagna o – per rimanere a basse temperature – all’interno di un igloo. Se invece si opta per una via di mezzo (freddo polare nel rispetto della tradizione), Jukkasjarvi in Svezia rappresenta la giusta meta. Il connubio viene, infatti, cesellato in una chiesetta di ghiaccio con tutti gli ammennicoli del caso: slitte trainate da renne o cavalli e paesaggio ovattato e fiabesco.
Ed il matrimonio sott’acqua è roba superata? Tutt’altro. Sorpassato il problema della valigia idrorepellente per recapitare l’abito bianco, il gap lo fa la scelta degli abissi. Ad Alessandria d’Egitto ci si può promettere amore eterno – tra una bolla di ossigeno e l’altra nelle acque di fronte al porto – davanti alle rovine inabissate del castello di Cleopatra.
Ci sono luoghi poi dove l’imbarazzo cresce, magari perché è difficile compiere l’atto che sigilla e sublima la passione amorosa: il bacio! Elaquo;Adesso lo sposo può baciare la sposa… sempre se ci riesce!». Questa la sfida che lanciata in Florida all’uomo in doppio petto per il primo matrimonio in assenza di gravità.
Scenario un Boeing 727 della Zero Gravity Corporation, che ha effettuato 16 manovre paraboliche in un’ora e mezzo di volo, simulando l’effetto assenza di gravità. Scambiarsi fedi con incastonati preziosi frammenti di meteoriti a testa in giù era il sogno di due newyorkesi appassionati di astronomia.
«Un giorno come gli altri», avranno pensato invece due giapponesi addetti alle pulizie ad alta quota delle vetrate dei palazzi.
Scambio di fedi seduti su un tavolaccio di legno legato con delle corde sospesi per aria, come ogni giorno per loro.
Non c’è limite, dunque, alla bizzarria. L’estrosità in cerca del luogo giusto viene stimolata anche dal web, dove si sprecano i portali che pianificano una cerimonia a Central Park, piuttosto che davanti alla Baia di Sidney o in Polinesia. Ne segnaliamo uno che porta il destino nel nome www.allworldweddings.com. Dopo il luogo, la data.
Chi è scaramantico punta alla data palindroma, quella che si legge ugualmente in ambedue i versi. E così dopo il boom dell’1-1-11 c’è da immaginarsi che si farà a cazzotti per non farsi sfuggire la successiva: l’11-11-11. Alla faccia di chi dice che non ci si sposa a novembre!







